Libere Librerie: Librairie Michéle Ignazi
Giuditta consigli speciali... - 2015 - 06 giugno

"Non esiste piacere più grande di quello di sfogliare i libri appena comprati mentre un timido raggio di sole mi accarezza il viso."

Chiara Mezzalama in giro per Parigi alla scoperta di Librairie Michéle Ignazi per Libere Librerie: QUI

 
Le regole del gioco - Marco Malvaldi
Ruk114 rubriche - BreveMente

Le regole del gioco - Marco Malvaldi

"Si impara divertendosi solo dai più grandi divulgatori: Malvaldi ha anche questa qualità. Chapeau!" (4 stelle)

 
Tra le rovine
simonaf rubriche - Intermezzo poetico 21 Maggio 2015

Tra le rovine

in questa periferia centrale

siamo impegnati a baloccarci

con l'idea d'essere vivi davvero,

corpo a corpo

fra animali della stessa specie

fuggiasca, senza accorgerci

che fuori le pianure

esclamative

s'occupano del vento

c'è chi se ne sta in disparte

muto, nel suo essere-viaggio

curvo sui sandali usati,

consumati,

le nuvole sopra

a portare pioggia

in senso contrario,

col nome esatto delle cose.

 

 

Stefano Lorefice

 
tanti auguri Giovanni!
biqu

Tantissimi auguri

a Giovanni Ricciardi,

uno dei nostri

amici più cari!


la cricca di tempoxme

 
Pina Napolitano
Giorgia altre rubriche... - Note al traduttore 19 Maggio 2015

1. Da quale lingua traduci e di che tipo di traduzioni ti occupi?

Mi occupo di traduzione letteraria dal russo.

2. Per quali case editrici hai lavorato?

Per Voland.

3. Qual è il libro più bello che hai tradotto?

Devo rispondere i Taccuini 1919-1921 di Marina Cvetaeva, perché questa è la mia prima e per ora unica traduzione!

4. Quale scrittore avresti voluto (o vorresti) tradurre?

Mi piacerebbe continuare a tradurre Cvetaeva, gli altri taccuini o le prose biografiche, e magari provare anche con la poesia sebbene sia un terreno minato. Poi sono tanti gli autori che sarebbe bellissimo tradurre, Mandel'štam per esempio, Čechov... Mi piacerebbe in futuro cimentarmi anche con la traduzione dall'inglese, sebbene io non sia un'anglista di formazione.

5. Cosa ti appassiona  del tuo lavoro, e qual è l’aspetto più faticoso?

La cosa più bella e insostituibile è l’intimità che si crea con l’autore da tradurre. È come vivere le proprie giornate costantemente con qualcuno, non essere mai soli. Conoscere questo qualcuno così profondamente come non potresti mai conoscere una persona in carne e ossa, neanche se la incontrassi ogni giorno. La cosa più pesante: le molte riletture finali, accompagnate dal timore che un errore ti sfugga perché ti sei abituato alle tue parole, alla tua prima interpretazione. Il tentativo di rileggere il testo originale sempre con occhi nuovi e mente aperta, come se fossi un altro, ricominciando ogni volta da zero. Ma alla fine anche questo è appassionante.

6. Quando ti arriva un testo da tradurre tu cosa fai? Come organizzi il lavoro?

Questa è una risposta molto parziale, perché posso parlare solo della mia esperienza con i Taccuini di Cvetaeva – e mi rendo conto di non avere in realtà un vero e proprio metodo. Ho letto il testo russo da capo a fondo, e poi ho cominciato a tradurre, segmenti di testo di lunghezza variabile, a seconda degli impegni, degli umori e delle difficoltà. Poi varie revisioni e riletture finali. Tutto qui. Il testo da tradurre in questo caso è stato una mia proposta.

7. Come risolvi le difficoltà presentate da un passo ostico, di difficile comprensione? Ricorri mai ad altre traduzioni o a traduzioni in altre lingue del testo su cui stai lavorando?

Guardo le altre traduzioni, ma solo dopo aver fatto la mia, per non esserne influenzata in partenza. Non necessariamente e non sempre le altre traduzioni o le traduzioni in altre lingue saranno corrette. Poi chiedo aiuto: ai madrelingua e a tutte le persone esperte nel campo che conosco.

8. Tradurre è sempre un po’ tradire? Quali sono gli elementi che fanno la qualità di una traduzione?

Credo la restituzione per quanto possibile dell’intonazione e del ritmo dell’originale, unita al maggiore rispetto possibile per la lettera del testo. Due tensioni che spingono spesso in direzioni opposte – mi sembra che la bellezza della traduzione risieda molte volte nella capacità di bilanciare questi due elementi, senza abdicare mai all’uno in favore dell’altro.

9. Il lavoro di quale traduttore italiano ti sembra particolarmente apprezzabile e perché?

Sono molti i traduttori italiani che ammiro. Sono particolarmente legata alle traduzioni dei poeti cechi (Holan, Halas) di Angelo Maria Ripellino – bellissime poesie in italiano, e allo stesso tempo rispettose dell’originale. Il miracolo di un poeta che è anche un filologo.

10.  Poiché all’editoria si arriva attraverso percorsi diversi, in base alla tua esperienza quale potrebbe essere una buona formazione per un traduttore?

Credo di avere anche in questo caso solo una risposta parziale. La migliore formazione mi sembra quella personale: leggere moltissimo in italiano, credo sia la cosa più importante.  Scrivere bene, scrivere se possibile per se stessi. Amare la letteratura come un pezzo della propria vita, e ovviamente leggere tanto nella lingua da cui si traduce.

 
Eventi
amministratore sito 18 Settembre 2014
 
Sconti in libreria
amministratore sito 21 Ottobre 2014


(gli sconti sono applicati solo nelle librerie che aderiscono alle campagne promozionali degli editori)